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martedì 13 maggio 2014

Collezioni statali sassoni di Dresda in crescita anche nel 2013

Si è svolta il giorno 12 maggio al Castello residenziale di Dresda l'annuale conferenza stampa che presenta un rapporto sulle attività, numeri e progetti nel 2013 e le previsioni per i prossimi due anni.

Tre sono i temi a cui si rivolge in particolare l'attenzione nel contesto delle competenze fondamentali del museo:

Georg Baselitz, Statement, 1999

Collezionare opere d'arte è una delle mansioni centrali dei musei. 

Le Collezioni statali sassoni di Dresda, con il supporto tra gli altri dell'associazione MUSEI SAXONICUS USUI ha potuto acquisire importanti opere per i suoi diversi musei grazie ad acquisti e donazioni. Annoveriamo tra questi alcune monete per il Gabinetto Numismatico di Dresda, uno dei più importanti esistenti, da una importante collezione privata, arricchendo così ulteriormente la già notevole collezione; una tazza in argento, metà del XVIII. secolo per la Volta Verde, nonchè un delizioso Carnet de bal, 1764. Opere pittoriche e fotografiche, stampe e incisioni di arte moderna come un impressionante stampa di Otto Dix, attualmente esposto nella temporanea dedicata al famoso trittico di Dix evocante la Prima Guerra Mondiale, fotografie di Tim Rautert, opere di Georg Baselitz e Gerhard Richter. Dalla temporanea "Geteilt/Untegeteilt" (diviso/non diviso) svoltasi nel 2013 sono state donate alle Collezioni di Dresda alcune delle opere esposte.

Con l'aiuto degli amici dei musei MUSEI SAXONICUS USUI è stato possibile acquistare alcuni dipinti di particolare interesse atti a riempire un vuoto sentito tra la pittura paesaggistica della fine del '700 e l'inizio dell'800, come il dipinto "The White Monk" di Richard Wilson del 1762, un disegno a penna e olio di Ludwig Richter del 1824, che mostra con delicatezza come Ludwig Richter sviluppasse i suoi dipinti tra disegno e pittura, un quadretto di Hermann Carmiencke, pittore a cavallo tra la pittura paesaggistica olandese e nordica del primo '800. La Galleria Nuovi Maestri può ora mostrare un nuovo e recente quadro di Havekost donato dallo stesso artista a seguito della sua mostra personale svoltasi nel 2013. Inoltre foto del giovane Tim Rautert, stampe di Adrian Sauer, allievo di Rautert.

domenica 19 febbraio 2012

Adrian Zingg. Precursore del Romanticismo. Dal 17 febbraio al 6 maggio 2012

Con un ricevimento è stata inaugurata il 17 febbraio una mostra dedicata ad un artista che lavorò per oltre 50 anni a Dresda e che con il suo lavoro contribuì notevolmente alla scoperta della regione oggi definita come "Svizzera Sassone" con gli occhi dell'artista, del turista alla scoperta della natura e del paesaggio,  preparando il terreno per la visione romantica dell'800.

Adrian Zingg, (1734-1816) artista svizzero, arriva a Dresda nel 1766 da Parigi, come docente di incisioni in rame, dopo lunghe trattative con Christian Ludwig Hagedorn, direttore della neonata Accademia delle Belle Arti, che con l'intento di creare in questo ambito un Gabinetto delle Incisioni.
Si tratta della prima mostra in assoluto dedicata alla vita e al lavoro di questo grande artista di importanza europea pressochè sconosciuto. 
La panoramica della mostra si estende dai primi lavori di Zingg come incisore di riproduzioni fino al suo operato come maestro del paesaggio e precursore del Romanticismo. Accanto alla rappresentazione delle tecniche grafiche utilizzate vengono illustrati anche nuovi campi dell'arte del paesaggio. 
Un momento centrale della mostra è rappresentato dai suoi grandi fogli in sepia con le vedute sassoni e boeme. Adrian Zingg occupa con i suoi lavori una posizione premimente. I suoi paesaggi rappresentano parametri di rifermento relativamente alle tecniche agli stili e ai motivi che influenzano notevolemente l'arte dell'800. I suoi lavori possono considerarsi basilari per il nuovo orientamento dell'arte del paesaggio nell'epoca del Romanticismo. Per artisti romantici come per esempio Caspar David Friedrich (1774-1840) le sue opere furono fonte di forza ed ispirazione. 
Durante i suoi 7 anni a Parigi nella bottega di Johann Georg Wille (1715-1808), Zingg apprese il metodo della tecnica mista composta da incisione e acquaforte. Numerose riproduzioni di incisioni di Pierre Joseph Mettay, Franz Schütz e Cluade Joseph Vernet documentano la sua grande capacità artistico-artigianale. Fu anche grazie a questa abilità che lo raggiunse l'incarico di docente all'Accademia delle Belle Arti di Dresda appena fondata. Grazie ai numerosi materiali di studio negli archivi è stato possibile ottenere un'ampia visione del lavoro e dell'insegnamento di Adrian Zingg.
La mostra è suddivisa in 6 sezioni che illustrano le diverse stazioni della vita e dell'attività creativa di Adrian Zingg. Insieme al suo amico e artista svizzero Anton Graff, anch'egli a Dresda, è considerato fino ad oggi scopritore e colui che diede il nome alla "Svizzera Sassone". La denominazione stessa è documentata per la prima volta in un testo scritto nel 1787. 
In una delle sezioni della mostra viene tematizzato il suo lavoro come capo della bottega e la ricerca dei motivi, si esaminano riproduzioni e diritti d'autore. Molte opere realizzate e ascritte a Zingg vennero realizzate nella sua bottega dai suoi collaboratori e allievi perfettamente padroni del suo stile e per la prima volta vengono contrapposte numerose variazioni di disegni, acqueforti e acquetinte con lo stesso soggetto. 
Adrian Zingg vanta oltre 50 anni di produttività, si può considerare precursore di un turismo alla scoperta della natura. Morì all'età di 82 anni a Lipsia durante una fiera d'arte.
La mostra è realizzata in collaborazione con il Kunsthaus Zürich, a rappresentare gli stretti rapporti tra la Svizzera e la Sassonia, storicamente esistenti fin dalla presenza di artisti come Zingg e Graff nella Dresda del '700. Dal 25 maggio fino al 12 agosto la mostra sarà esposta a Zurigo.
Le Collezioni di Stato di Dresda possiedono 450 stampe e 75 disegni di Adrian Zingg. Nella mostra sono esposte 150 opere incluse 39 opere in prestito dalla Collezione Albertina di Vienna, dalla Collezione Privata del Duca Sachsen-Teschen, iniziata già ai tempi di Zingg, da collezioni di Görlitz, Weimar e dal Museo Civico di Dresda. 
Nel 1996 fu possibile per le Collezioni di Stato di Dresda acquistare il cosidetto "Stammbuch" o "Liber Amicorum"  di Zingg che lui stesso aveva iniziato nel 1759 quando arrivò a Parigi, contente disegni, schizzi e firme di amici e colleghi artisti con cui lavorò e intrattenne rapporti di studio e amicizia. 
Una dissertazione su Adrian Zingg e lo studio della pittura del paesaggio sassone hanno contribuito a far maturare negli ultimi 15 anni il progetto di questa straordinaria mostra, permettendo il restauro di fogli che fino ad ora non erano mai stati esposti e mostrati in pubblico.

In occasione della mostra è apparso un catalogo Edizione Sandstein "Adrian Zingg. Precursore del Romaticismo". L'edizione per il museo costa 25,00 €,  nella librerie è acqustabile per 38,00 €.

martedì 13 settembre 2011

5 anni di Volta Verde storica a Dresda e nella storica sede al Castello Residenziale

Sabato 17.9. e domenica 18.9. si festeggia l'anniversario di 5 anni di riapertura della Volta Verde storica al Castello Residenziale a Dresda, sede originaria delle Collezioni dei Principi Sassoni fin dal 1560.

Nel lontano 1723 Augusto il Forte creò la Volta Verde al piano terra del Castello Residenziale e ben presto questa collezione assunse fama europea. Dopo i danni riportati nella seconda guerra mondiale e il restauro dell'edificio dal 1986 in poi, nel 2006 riapre la famosa Volta Verde nello storico allestimento e nelle storiche sale del castello, versione 1733.


Un programma accompagnato da aperture speciali, incontri, attività per bambini ed eventi rende questo anniversario un appuntamento da non perdere e per tutti quelli che saranno a Dresda in quei giorni una tappa d'obbligo.